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News: CONTRO LA GRAMMATICA ITALIANA
lingua italiana

CONTRO LA GRAMMATICA ITALIANA

A cura di Libby

Ma siamo sicuri che le grammatiche della lingua italiana le scrivano dei terrestri che abitano la nostra penisola?

 Perché bisogna imparare tutte le possibili varianti di una regola grammaticale, quando poi le parole che si usano, soprattutto nel parlato, sono relativamente poche?

 Il difetto principale di tutte le grammatiche della lingua italiana  sta nella loro astrattezza tecnicistica, simile a quella dei manuali di matematica, e nel fatto che i loro autori, dopo aver spiegato una determinata regola, si preoccupano di offrire gli esempi giusti per dimostrarne la validità, senza rendersi conto che ciò nega allo studente il fare ricerca in proprio sul fatto linguistico.

L'apprendimento scolastico, nei manuali di grammatica è generalmente impostato in maniera nozionistica: il ragazzo deve solo imparare più o meno a memoria  più nozioni possibili e poi ripeterle più o meno meccanicamente: e il gioco è fatto. O no?

Gli autori del sito CONTRO LA GRAMMATICA  hanno qualcosa da ridire a tal proposito e, provocatoriamente e con una cura quasi maniacale, mettono sotto accusa vari aspetti della nostra morfologia o della nostra sintassi codificata nei cosiddetti "manuali di grammatica"

Per essi nella  metodologia che pervade questi manuali non c'è alcun invito a fare delle "ricerche personali", che sono poi quelle che in ultima istanza permettono davvero di memorizzare le regole, anche per un tempo indefinito. Questo non vuol dire che nelle grammatiche non ci dovrebbero essere "innumerevoli esempi", ma, semplicemente, che questi esempi dovrebbero fare parte del "corredo" dell'insegnante, non dello studente.

A scuola e nella vita in generale ciò che più importa non è tanto la quantità di nozioni assimilate, quanto piuttosto il metodo con cui lo si fa, e quello più significativo è la ricerca personale.

Eccovi alcune chicche estratte dalle riflessioni degli autori del sito: leggete e meditate.

Prima chicca: Ci vuole davvero una gran fantasia per dire che in questa frase: "Ulisse era superiore a tutti gli eroi greci in astuzia", il complemento "in astuzia" è di "limitazione". Stando a come lo definisce la Zordan, detto complemento dovrebbe in un certo senso costituire la quintessenza di tutti i complementi della grammatica italiana.

Seconda chicca: L'articolo partitivo non è che un concetto filosofico o, se vogliamo, della matematica formale, logico-astratta, che i francesi hanno adottato perché sono avvezzi a queste cose e che gli angloamericani usano obbligatoriamente, avendo ridotto la grammatica a un nulla (sono stati costretti a inventarsi "some", "any" ecc. per sostituire l'unica cosa che hanno: "of the").

Terza chicca: "Che cos'è un testo?", si chiede il grammatico Sensini. Ed ecco la sua risposta logica e matematica, degna di essere applicata a un elaboratore computerizzato: "Un testo è composto da gruppi di parole di forma unitaria e di senso compiuto, ha un inizio e una fine, ha un contenuto ben preciso e sviluppato in modo logico e chiaro e trasmette a tutti un messaggio completo, è formulato in modo corretto, nel rispetto di un codice linguistico ben preciso, contiene tutto quello che l'emittente intende comunicare e tutto quello di cui il destinatario ha bisogno per capire il messaggio".
Ma il Sensini è davvero una persona o un nome fittizio?

Postato il Saturday, 08 December 2007 ore 22:29:33 CET di s-catalano
 
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