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Anoressia, un nemico da non sottovalutare
salute
I disturbi del comportamento alimentare (anoressia e bulimia) rappresentano in Italia un fenomeno allarmante: studi recenti indicano che il 30% delle donne è a dieta “autogestita”, il 20% ha un disturbo sub-clinico, cioè non grave ma già capace di determinare ripercussioni importanti sulla salute, il 2% soffre di bulimia e l’1% di anoressia. Questi disturbi colpiscono soprattutto le adolescenti e le giovani, e molto meno frequentemente gli uomini (il rapporto è di circa 10 a 1). Le cure esistono e sono efficaci. Tuttavia, poiché lo squilibrio alimentare, alla lunga, può provocare danni irreversibili, è indispensabile agire con tempestività sia sul piano psicologico che su quello organico. In questa intervista analizziamo:
- le differenze fra anoressia e bulimia: la persona anoressica ha il terrore di essere grassa, si percepisce sovrappeso anche quando non lo è affatto, ed è quindi mossa da un desiderio inesorabile di dimagrire. Questo si traduce in una dieta ossessiva, accompagnata spesso da esercizio fisico compulsivo e, a volte, abuso di lassativi o vomito autoindotto. La persona bulimica tende invece ad abbuffarsi, non per appetito ma per scaricare compulsivamente un’angoscia che non riesce ad affrontare sul piano psicologico. La polarizzazione fra i due disturbi non è fissa e una ragazza anoressica può anche attraversare periodi di bulimia: si parla a questo proposito di “psicoplasticità” del disturbo alimentare;
- le cause principali dell’anoressia: una vulnerabilità genetica alla depressione e all’obesità; una personalità perfezionista, ossessiva e ansiosa, spinta a perseguire a qualsiasi costo traguardi percepiti come di eccellenza; i modelli culturali dominanti, secondo i quali la donna bella deve essere per forza magrissima;
- i danni dell’anoressia sulla salute: la forte perdita di peso provoca dapprima un’alterazione del ciclo ovulatorio e poi il blocco completo delle mestruazioni, perché l’organismo – fortemente debilitato – non è più in grado di affrontare una gravidanza; a sua volta, il blocco dell’ovulazione interrompe la produzione di estrogeni e progesterone, con ripercussioni particolarmente gravi per le ossa e il cervello. Se poi il blocco mestruale dura più di sei mesi, i danni alle cellule nervose sono irreversibili;
- come curare l’anoressia: la psicoterapia e i farmaci antidepressivi sono utilissimi, ma bisogna anche ridare al corpo gli ormoni che l’ovaio non produce più, finché persiste l’amenorrea. Questo obiettivo viene raggiunto somministrando ormoni “bioidentici” (estradiolo e progesterone naturale), ossia perfettamente uguali a quelli perduti;
- le attenzioni da porre in atto in famiglia, soprattutto verso le figlie, per evitare l’insorgere della malattia: educarle sin dall’infanzia a un rapporto sano con il cibo, evitando che questo diventi – per esempio –  un surrogato dell’affetto; incoraggiare a un’alimentazione appropriata e un movimento fisico regolare, ma non ossessivo; coltivare il dialogo, affinché le bambine di oggi diventino domani adolescenti equilibrate, che stiano bene con se stesse con i genitori, con gli amici, e non cerchino gratificazioni sostitutive in modelli ideali persecutori, e quindi molto pericolosi.

Ascolta l'intervista per intero.

Postato il Saturday, 14 November 2009 ore 23:36:11 CET di s-catalano
 
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