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Rieduchiamo i nostri ragazzi
educazione

Perché quest’esplosione di stupri e violenze compiute da minorenni su ragazzine e bambine ancora più giovani? Perché questo bisogno di esibire – filmandoli con il telefonino – gesti violenti da codice penale? Da dove nasce quest’aggressività erotica distruttiva e insultante insieme, agita senza incertezze da ragazzi di undici, dodici o tredici anni? E com’è possibile che un ragazzino poco più che decenne sia in grado di violentare una coetanea?
Le ragioni sono complesse, come sempre succede nei comportamenti umani. Tuttavia, alcuni denominatori comuni ai recenti episodi di cronaca che hanno visto protagonisti minorenni di età ancora non punibile perché inferiore ai quattordici anni meritano senz’altro una riflessione.
Innanzitutto, c’è un fattore biologico: l’età della pubertà si sta abbassando in tutto il mondo occidentale. Nelle ragazzine, nonostante l’età media della pubertà sia di dodici anni e qualche mese, aumentano le pubertà precoci, prima dei nove anni. E nei maschi sono sempre più frequenti le pubertà prima degli undici anni. Pubertà significa non solo comparsa dei caratteri sessuali secondari (seno e mestruazioni per le ragazze; barba, voce bassa, massa muscolare, maturazione genitale per i ragazzi) ma incremento drammatico degli ormoni sessuali, in particolare del testosterone. Questo ormone potente accende le via neurobiologiche che coordinano sia l’aggressività, sia il desiderio sessuale: quest’aumento attiva e potenzia gli impulsi sessuali. In modo tanto più pericoloso quanto più manchi una parallela maturazione della capacità di inibire gli impulsi stessi, in base ad una valutazione appropriata della situazione, del consenso dell’altro, o altra che sia, del contesto, della liceità stessa del comportamento. E’ proprio la frattura tra la maturazione biologica e l’immaturità psichica, peggiorata dalla mancanza dei fondamenti dell’educazione al vivere civile, il primo fattore che può predisporre a comportamenti sessualmente violenti.
Il secondo fattore biologico riguarda i ”neuroni specchio”, di cui abbiamo più volte parlato perché da essi dipende un meccanismo cardinale dell’apprendimento e del comportamento umano, buono o cattivo che sia, soprattutto nei più piccoli: l’imitazione. Il cervello dei nostri bambini, dei nostri adolescenti, esposti per ore e ore a immagini e film o giochi violenti alla televisione, sui videogiochi, su Internet, filma milioni di immagini distruttive. Se l’educazione familiare e la specifica attenzione dei genitori non riducono le ore di esposizione a questo martellante incitamento alla violenza, e non educano all’empatia, al senso etico della vita, alla capacità di controllare i propri impulsi e di rispettare gli altri, bambini e ragazzi copieranno ed esprimeranno i comportamenti cui assistono con maggiore frequenza: quelli distruttivi. Con tanta maggiore probabilità quanto più falliscono gli obiettivi positivi: tra cui andare bene a scuola, praticare con soddisfazione uno sport, avere hobby o interessi in cui allenare i propri talenti, avere amici emotivamente sani con cui divertirsi in modo adeguato all’età, e non facendo i teppisti.
Tuttavia, solo una minoranza di ragazzi con pubertà anticipata si comporta in modo così sessualmente distruttivo. Che cos’hanno di diverso rispetto ai ragazzi per i quali l’anticipo puberale non coincide con una personalità disturbata né con una specifica pericolosità sessuale e sociale? I fattori di rischio specifico sono soprattutto familiari e ambientali: sostanziale solitudine affettiva, genitori assenti dal punto di vista educativo, incapaci sia di amare in modo sano, sia di dare delle regole e farle rispettare, degrado socio-ambientale, uso precoce di alcool, fumo e droghe, orizzonti etici inesistenti, scarso o assente senso morale. Quest’ultimo aspetto è la conseguenza dei precedenti e il più inquietante: perché porta ragazzi fino a ieri bambini a compiere gesti gravissimi, come se la ragazzina che stanno stuprando fosse un oggetto o una marionetta da videogioco, senza alcuna percezione del disastro umano ed esistenziale che stanno causando, nessuna emozione, nessun senso di colpa, nessun pentimento (se non strumentale). Anzi la spettacolarizzazione di quanto stanno compiendo – attraverso la videoripresa con il telefonino – sembra quasi più importante del gesto in sé. Come se esistessero solo in quanto videoripresi. Per molti adolescenti, oggi, il telefonino è una vera e propria protesi dell’Io, un surrogato per supplire un’assenza di valore e di identità. E se ieri i maschi si raccontavano le prime avventure, oggi le videoregistrano: esasperando quel binomio di esibizionismo e voyerismo che caratterizza una società sempre più “visiva” e sempre meno capace di emozioni tenere. Quelle emozioni struggenti ed indimenticabili che erano il cuore del primo amore. In questi adolescenti violenti la componente distruttiva del sesso diventa dominante e pervadente: e l’altra, bambina o ragazzina che sia, è solo un oggetto da stuprare per crescere di rango nel gruppo degli amici. Quando il comportamento è così deviante, e delittuoso, significa che sono mancate le fondamenta dell’educazione affettiva e sentimentale: il recupero è arduo, se non impossibile. E’ urgente ripensare all’educazione dei nostri piccoli, che sta mostrando falle tragiche. Recuperando quantità di tempo (e non solo la tanto celebrata e illusoria qualità) per stare con loro ed educarli attraverso la presenza, l’esempio, l’educazione, l’amore. Avendo il coraggio di ridurre drasticamente le ore di televisione, di videogiochi e di telefonino (che a scuola e a casa, durante i compiti, dovrebbe stare tassativamente spento). Stimolando allo studio, allo sport, alla lettura, alla musica. Avendo il coraggio di dare le regole base dell’educazione e farle rispettare, con disciplina. Smettendo questo costume tutto italico di giustificare i figli sempre e comunque. Per non ritrovare al posto del bambino di ieri un adolescente estraneo, incivile e cinico, violento o stupratore.

Postato il Thursday, 12 February 2009 ore 23:53:48 CET di s-catalano
 
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